Il reintegro delle perdite idriche rappresenta, insieme all’adeguato rifornimento glucidico, il più importante fattore nutrizionale in grado di influire sulla prestazione sportiva.

L’acqua è il componente principale del corpo umano e rappresenta per esso un nutriente essenziale.

L’acqua è un nutriente non energetico, non sviluppa calorie e pertanto non fa ingrassare, e può essere assunta durante o fuori dai pasti, prima – durante e dopo la seduta di allenamento e/o la gara, in qualsiasi momento della giornata.

L’attività fisica, la composizione della dieta, il clima e le condizioni generali di salute del soggetto influenzano il turnover dell’acqua e quindi ne determinano il fabbisogno giornaliero individuale, che in linea generale possiamo indicare in circa 1.5-2.5 litri al giorno.

Nel caso di una intensa attività fisica e di una pratica sportiva regolare, la quota di acqua che viene persa può raggiungere valori rilevanti e compromettere tanto il risultato sportivo quanto lo stato di salute dell’atleta.

L’aumento della temperatura corporea interna che si determina nel corso dell’attività sportiva costituisce un potenziale fattore di rischio per la salute degli atleti, oltre che un elemento sfavorevole per la prestazione atletica. Pertanto, l’organismo umano quando è sottoposto ad uno sforzo fisico, tanto più se svolto in condizioni di temperatura e umidità ambientale elevate, ma anche in caso di temperature fredde, deve necessariamente attivare quei meccanismi (termoregolazione) in grado di indurre una adeguata riduzione della temperatura corporea (termodispersione). Il meccanismo più efficace in tal senso è certamente l’evaporazione del sudore che, durante il lavoro muscolare, viene prodotto in maniera più efficiente proprio per salvaguardare l’integrità dell’organismo e per garantirne la massima capacità di prestazione atletica.

Tuttavia, le forti sudorazioni che avvengono durante gli allenamenti e le competizioni sportive, soprattutto di lunga durata, a maggior ragione se svolte in condizioni climatiche sfavorevoli determinano una notevole perdita di acqua e degli elettroliti disciolti nel sudore.

Per quanto riguarda questi ultimi, il sodio e il cloro, sono i due elettroliti che più facilmente possono andare incontro ad un sensibile depauperamento in seguito a sudorazioni abbondanti.

Una carenza di acqua è mal tollerata dall’organismo, la capacità di prestazione atletica si riduce proporzionalmente al grado di disidratazione del nostro organismo.

È chiaro, pertanto, che la principale integrazione di cui hanno bisogno gli atleti è quella idrica, ciò vale tanto per gli sportivi di élite che per quelli di minor livello tecnico.

L’acqua, quindi, il più naturale e semplice dei nutrienti, rappresenta anche nello sport, come nella vita quotidiana, l’insostituibile elemento in grado di tutelare e preservare un buon grado di benessere.

L’acqua, oltre ad essere un nutriente essenziale, è certamente il primo fra gli integratori in grado di ristabilire le normali condizioni fisiologiche e termiche dell’organismo dopo uno sforzo fisico.

Una soddisfacente condizione di idratazione dell’organismo si realizza innanzitutto con un adeguato apporto di bevande con caratteristiche chimico-fisiche tali da compensare le perdite saline, la disidratazione indotta dall’evaporazione del sudore e lo stato di acidosi metabolica prodotta durante il lavoro muscolare.

È altresì importante che l’integratore idrico sia facilmente “digeribile”, ovvero che il suo assorbimento non comporti un impegno eccessivo a livello gastro-intestinale e che favorisca anche un buon funzionamento dell’emuntorio renale.

Un’acqua minerale leggermente gassata, di sapore gradevole, ricca di ioni bicarbonato, di calcio, di sodio e di cloro, ma ipotonica rispetto al plasma, è certamente adatta a soddisfare da sola le esigenze idriche di un atleta. Inoltre un’acqua con queste caratteristiche rappresenta il liquido più idoneo anche per la preparazione di soluzioni gluco-minerali, sempre comunque iso-ipotoniche, più specifiche per la pratica sportiva di maggiore impegno metabolico e di durata sufficientemente lunga.

È consigliabile per l’atleta e lo sportivo idratare costantemente il corpo con apporti adeguati di acqua e/o soluzioni glucidico-saline, ipo-isotoniche, durante le fasi di allenamento, prima, durante e dopo l’allenamento e/o la gara.

Inoltre le acque minerali ricche di calcio possono contribuire all’apporto alimentare di questo minerale fondamentale per il funzionamento muscolare, per la trasmissione dell’impulso nervoso e per il metabolismo del tessuto osseo. Risulta utile suggerire agli atleti di preferire come bevande le acque a maggiore contenuto di calcio; infatti sembra ormai accertato che anche il calcio contenuto nell’acqua venga assorbito dalle cellule dell’intestino e sia pertanto metabolicamente utile.

A cura della Dott.ssa Maria Pia Chiacchio
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